L’avvento del 7

Ogni anno, le feste natalizie sono anticipate dall’Avvento. Non sono un grande esperto in materia, ma andando a memoria, è un periodo liturgico che inizia un mese prima di Natale, ed è costellato da una serie di eventi religiosi con cui i fedeli si preparano alla celebrazione del giorno fatidico. Quest’anno però l’Avvento è stato doppio. Non me ne vogliate per la maiuscola, ma secondo me è meritata, anche perché i due Avventi si somigliano molto: una volta indovinato il soggetto, rileggetevi la descrizione di quello canonico e non potrete non notare molte somiglianze.

Avete capito di cosa sto parlando? È piuttosto facile, dai. Per quanto possa essere una cosa che non vi interessa, è impossibile che non ne abbiate sentito parlare. Sono quasi tentato di non nominare esplicitamente il soggetto, vista la sua diffusione ormai capillare. Dopo aver sentito perfino case automobilistiche usarlo per farsi pubblicità, mi potrei stupire solo vedendolo usato nel cartellone pubblicitario di qualche agenzia funebre. E ritengo che sia stato fatto, solo che non l’ho ancora visto.

yoda natale

Ma, visto che scrivere usando continuamente pronomi e mantenere l’articolo facile da leggere sono due aspetti inconciliabili, ne farò il nome: Star Wars Episodio VII – Il risveglio della Forza. Esce oggi, e i fan più accaniti han già i biglietti prenotati da settimane. Io ci andrò in un momento imprecisato tra Natale e l’Epifania, senza fretta. Perché, dopo essermi ripassato i 6 episodi precedenti tramite il cofanetto gentilmente regalato da Roberta, ho avuto una conferma: non mi ritengo un fan sfegatato dei film di Guerre Stellari. Piuttosto, lo sono dell’ambientazione (che per i meno esperti di giochi di ruolo, si può chiamare “universo”): i film, perfino la trilogia originale, non sono perfetti e intoccabili. Cioè, dai, ripensateci: l’impero viene sconfitto indirettamente da dei peluche pucciosi armati di sassi e frecce. Sfido qualunque super fan di Guerre Stellari a rivedersi la “battaglia” finale senza lasciarsi scappare dei colpetti di tosse imbarazzati . Non cito nessun aspetto della trilogia dei prequel, perché è fin troppo facile trovare degli aspetti ridicoli/mal fatti. Sarebbe come sparare sulla Croce Rossa.

L’ambientazione, d’altro canto, è molto più affascinante dei film. E secondo me sta lì il segreto del successo della saga, al di là dei capitomboli e delle gaffe (cough midiclorian cough) che chi la gestisce ha compiuto e compierà. Penso che vi scriverò una recensione, quando l’avrò visto. Intanto il mio Avvento continuerà ancora un po’.

PS: nel 2015 non si può pretendere uno spoiler alert per la fine di Episodio VI

 

Autore dell'articolo: Luca

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