Il brunch che salva Capra e Cavoli

Reduce dall’esperienza deludente del mio ultimo “brunch” milanese, ho approfittato del mio compleanno per organizzare un brunch classico, al posto del solito pranzo (o cena) coi parenti… E con classico, intendo a buffet! La ricerca su internet mi ha impegnato qualche giorno, perché comunque pare che ormai i brunch a buffet siano la minoranza. Alla fine grazie a Roberta sono riuscito a trovare quel che cercavo, salvando – è il caso di dirlo – capra e cavoli.

Capra e Cavoli è un ristorante vegetariano nel quartiere Isola (non so se sia una eccezione che fanno soltanto per il brunch, ma c’era anche qualche piatto contenente carne). Ti posso assicurare, da carnivoro, che dopo aver assaggiato la loro cucina tornerei volentieri anche per una cena, piatti vegetariani o meno. Il locale inoltre è piuttosto caratteristico: è interamente decorato e arredato come se fosse un giardino, fin dall’ingresso, e bastano 5 minuti per scordarsi di non essere davvero seduti all’aperto.

L'ingresso di Capra e Cavoli

Parliamo ora del brunch in sè: in primis, grande quantità e grande varietà, sia dolce sia salata. La parte salata, come ormai penso tu abbia capito, non è la mia preferita: non ho assaggiato tutto (anche perché mi sono rimpinzato di dolci subito al primo giro), ma quel che ho provato era veramente buono. C’erano, tra gli altri,  parmigiana di melanzane, insalate, vari tipi di pasta… Elencare tutto è veramente impossibile, perché oltre a circa una decina di piatti caldi, c’erano una mezza dozzina di piatti vegani più una parte di stuzzicherie come quelle che si possono trovare a un aperitivo, il tutto a buffet. Ripeto perché, dalle mie ricerche, trovavo frequentemente posti in cui solo una parte era a buffet.

Il buffet dolce da Capra e Cavoli

La parte dolce invece era da urlo: non so neanche quante torte, forse una dozzina, vari dolci al cucchiaio, pane e marmellata a volontà, cereali da accompagnare con latte o yogurt… Diciamo che mi sono dovuto costringere ad assaggiare la parte salata, perché avrei potuto mangiare a sufficienza per saltare anche la cena, non solo per unire colazione e pranzo! Devo giusto segnalare che alcune creazioni “classiche”, reinterpretate in chiave vegana, nonostante all’aspetto possano sembrare uguali alle originali, al gusto non lo sono. Ho provato un “budino” vegano, ma sono rimasto molto deluso: non dico non fosse buono, ma non era quello che mi aspettavo. Anzi, forse se l’avessero ribattezzato avrei apprezzato di più: dargli lo stesso nome mi spinge, anche inconsciamente, a fare un confronto con l’originale e, in questo caso, l’originale era meglio.

In conclusione, non posso fare a meno che consigliarti caldamente di provare il brunch da Capra e Cavoli: buono, abbondante e vario, e anche il personale è molto simpatico e disponibile. Noi non ci eravamo ancora alzati da tavola, ma stavamo già cercando di stabilire quale sarebbe stata l’occasione successiva per giustificare un altro brunch… veramente imperdibile! Fossi in voi, mi chiederei perché non ho prenotato per questo weekend.

Voto: BogaBogaBogaBogaBoga

Autore dell'articolo: Luca

1 thought on “Il brunch che salva Capra e Cavoli

    […] conosce bene i suoi polli, così per il mio compleanno (dopo il successo dell’anno scorso al Capra e Cavoli) ha proposto di festeggiare con un brunch, scegliendo lei il posto e lasciandomi all’oscuro […]

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